Scelto per voi dall’Indicatore di giugno 2026 – Il mirandolese Umberto Maria Tomasini classe ‘96 ci porta in giro per il mondo alla ricerca della ricetta perfetta che unisca fisica ed intelligenza artificiale.
Dopo il liceo Galileo Galilei decide di iscriversi alla prestigiosa Scuola Galileiana di Studi Superiori di Padova per studiare fisica – un percorso d’eccellenza che richiede il superamento di un esame selettivo, simile alle olimpiadi di matematica e fisica, ma che garantisce una borsa di studio e una formazione fuori dall’ordinario.
Durante la magistrale decide di trascorrere un periodo a Londra presso la Reading University per la scrittura della tesi, parentesi interrotta bruscamente a causa della pandemia da Covid.
Il Prof. Valerio Lucarini è stata una figura cardine del periodo londinese di Umberto, è stato il suo relatore e gli ha insegnato come fare ricerca in maniera umana:
“Mi ha insegnato ad ascoltare la persona che si ha davanti, a lavorare seguendo uno scopo comune. Con lui ho capito che la ricerca non è solo ricerca scientifica, ma ha anche una componente umana: siamo prima di tutto esseri umani e poi ricercatori”.
Terminata la magistrale intraprende un dottorato presso il Policlinico di Losanna, in Svizzera che unisce fisica ed intelligenza artificiale. Durante il quarto anno di dottorato trascorre quattro mesi a Los Angeles in Internship presso Amazon Web Services.
Dopo il dottorato, sei mesi di pausa sabbatica e, infine, a Ottobre 2025 l’approdo a Parigi tramite un application su internet nell’azienda l’Azienda Mistral AI, startup pioniera nel campo dell’intelligenza artificiale.
Il suo lavoro consiste nell’allenare i sistemi di intelligenza artificiale come ChatGPT o Gemini nel processare nel modo migliore file immagini e video caricati sulla piattaforma per rispondere nel modo più pertinente e preciso alla quest fornita dall’utente: “Il lavoro mi piace e mi appassiona molto sia dal punto di vista tecnico che per lo scopo”.
A Parigi Umberto si è sentito subito ben accolto, la capitale francese ha tanto da offrire, sia dal punto di vista lavorativo che da quello culturale e sociale, questo contesto permette di creare facilmente amicizie anche al di fuori del lavoro. “Parigi vive vite diverse” – afferma Umberto – questo costringe a creare un equilibrio tra vita lavorativa e vita privata per evitare di perdersi tra le infinite distrazioni della città.
In questo senso Umberto crede di esserci riuscito unendo lavoro, passeggiate, arrampicata e concerti all’aperto. La condizione lavorativa precaria però lo porta a chiedersi dove sarà e cosa farà in futuro: “Forse tornerò in Italia, ma per ora credo che il mio posto sia qui”.






