Il 15 gennaio scorso a Roma, in via Berengario 1, si è tenuta la cerimonia di inaugurazione della pietra d’inciampo dedicata al mirandolese Luigi Gavioli, assassinato dalle truppe di occupazione germaniche nelle Fosse Ardeatine il 24 marzo del 1944.
Luigi, impiegato e militante del Partito Comunista Italiano, era nato a Mirandola 17 febbraio 1902 da Geremia Gavioli e Brigida Quarri. Aveva partecipato a diverse azioni contro i tedeschi – come riportato dall’Indicatore Mirandolese del 7 aprile 2014 – fino a quando, il 2 marzo 1944, un delatore lo aveva fatto arrestare insieme alla moglie e ad uno dei figli. Portato al carcere di via Tasso, era stato a lungo torturato prima di essere trasferito, il 22 marzo, al carcere di Regina Coeli e in seguito ucciso. Riposa nel sarcofago n. 102 del Sacrario nazionale delle Fosse Ardeatine.
La pietra è stata collocata davanti all’abitazione in cui Gavioli viveva. La cerimonia si è svolta in un clima di grande partecipazione e raccoglimento, presente la Banda delle Ferrovie che ha eseguito alcuni brani particolarmente significativi: “Bella ciao”, la colonna sonora del film “La vita è bella” e, in conclusione, l’Inno di Mameli.
La posa della pietra dedicata a Luigi Gavioli è stata curata dall’Associazione Arte in Memoria, in collaborazione con il Municipio II di Roma, che hanno seguito l’intera procedura organizzativa dell’iniziativa.







