Così come avevamo fatto in occasione del Natale, entriamo con clima più caldo nella casa-laboratorio di Roberto Taormina, in via Isonzo, a Mirandola, dove il tempo si ferma.
Le pareti, gli oggetti, i legni lavorati: tutto racconta un mondo fantastico che nasce dalle sue mani. Questa volta non siamo lì per gli gnomi di legno da adottare nella piccola casetta esposta sulla strada, ma per un portachiavi, chiaramente in legno. Ultima creazione che racchiude, in un parallelepipedo di pochi centimetri, l’identità profonda di Mirandola.
“Stavo facendo altri portachiavi, esperimenti con immagini varie, anche da cartoni animati, quando mi è saltata alla mente, come un flash, l’antica piantina di Mirandola” – racconta Roberto. “ Mi sono messo subito al lavoro: stampa, prove, ritagli, levigature. Per rappresentare, su uno dei due lati, la pianta storica del 1597”. Rimaneva l’altro lato. “L’idea arriva una mattina, dal nulla: un QR code che rimanda alla storia di Giovanni Pico della Mirandola”. Altra immagine iconica che completa la prima. Entrambe già anima della casa. Pico è infatti rappresentato in una delle facciate esterne, mentre la pianta di Mirandola è rappresentata, in legno, in una delle opere più belle e preziose, esposte nella sala. A quel punto, in un salto che dalla tecnologia collega al passato, inquadra il codice con lo smartphone ed ecco che si apre il mondo di Pico. Storia, biografia, opere. “Mi emoziono tutte le volte che lo apro. Penso che questa sia una delle idee più belle che ho avuto”.
Il processo è interamente artigianale, svolto nel laboratorio di casa che ricorda quello degli elfi: taglio, smussatura, bruciatura, carteggiatura, incollaggio, due mani di trasparente per renderlo resistente e impermeabile. Lavoro di pazienza e passione che impegna Roberto nel tempo libero. “Non potrei farne in numero industriale: ogni pezzo è unico e richiede tempo”. E qui Roberto esprime un desiderio.“Mi piacerebbe che questo diventasse non solo un mio oggetto ma un oggetto di Mirandola. Penso ad un gadget che potrebbe essere adottato anche dal Comune, come oggetto simbolico, identitario, magari per i turisti e per chi ama questa città. Non solo un oggetto su Mirandola, ma di Mirandola”.
E mentre descrive il portachiavi, Roberto introduce altre idee in gestazione. Una calamita di Mirandola, anche questa a realtà espansa di QRCode, ora a livello di prototipo. Ci sarà modo di riparlarne. Lasciamo la casa di Roberto ammirando la casetta degli gnomi dove oltre a loro è possibile ritirare sagome di dinosauri da pitturare. Con una offerta che Roberto usa per comprare cibo per animali da devolvere all’associazione di volontari che gestisce il canile comunale. E anche questo dice tanto sul mondo di Roberto.
Roberto Taormina è contattabile su WhatsApp 328-8967994.







