Di Viviana Bruschi
Scelto per voi dall’Indicatore di luglio 2026 – Il rito del tè non è mai fuori moda. Anche oggi è una pausa rilassante nella realtà sempre più complicata e nevrotica. Una tazza di tè, verde o nero, un bicchiere di tè freddo nelle giornate più calde servono a fermare il ritmo, a ristorarsi e a riprendere le forze.
Il tè, una bevanda dalla storia millenaria. Il testo di riferimento, ‘Il Canone del tè’ di Lu Yu risale al 758-760 d.C. celebra la sua giornata internazionale il 21 maggio.
Il tè, in foglia o in bustina, fa parte della quotidianità di molti, ma forse non tutti sanno che si può diventare Tea Sommelier, come Guido Ganzerli, giornalista 45enne di Mirandola, che ha ottenuto la qualifica con la UK Tea Academy, di Londra, riconosciuta a livello internazionale.
Come si è avvicinato al mondo del tè?
Più o meno per caso. Alcuni anni fa ero a Parigi e ho fatto tappa a “La Maison du Trois Thés”. Un luogo magico, fuori dal tempo, gestito da Madame Tseng, per molti la più grande esperta di tè in Occidente. La degustazione, un rito fantastico che ti riporta indietro nel tempo, mi ha spinto ad approfondire la materia. Se si vuole diventare sommelier del vino in Italia si ha solo l’imbarazzo della scelta. Sul tè, invece, ho dovuto approfondire e cercare, fino a quando non mi hanno segnalato i corsi, oggi anche in Italia, della UK Tea Academy, riconosciuti dalle grandi compagnie del tè.
Come si diventa Tea Sommelier?
Studiando tanto, e assaggiando tanto tè, verde e nero. La fretta non è ammessa. Ho svolto il tirocinio a Venezia, dove ho avuto la fortuna di avere come insegnante Gabriella Scarpa, uno dei nomi di riferimento per il tè il Italia. Non si diventa esperti con un corso ma si hanno le basi per costruire il proprio percorso. Parliamo di cultura millenaria. L’esame finale di fatto è solo l’inizio del viaggio.
Quali sono le competenze di un Tea Sommelier e chi le richiede?
Chiunque desideri essere consigliato sulla scelta, preparazione, degustazione: dai cocktail bar alle realtà che offrono corsi sul benessere e la meditazione, oltre alle tante persone che vogliono consigli su come prepararsi il miglior tè possibile. Senza dimenticare il tema degli abbinamenti in cucina. Uno dei miei compagni di corso era il maître di un ristorante stellato, alla ricerca di nuove suggestioni. Rimanere aggiornati è poi fondamentale: ci sono luoghi dove la tradizione prevale, come certe province della Cina, mentre in altre regioni del mondo è molto forte la ricerca e l’innovazione, come in alcuni Stati africani.
Cosa serve per preparare un buon tè?
Sicuramente la materia prima di qualità, ma anche le foglie migliori servono a poco se poi si sbaglia la preparazione: qualità e temperatura dell’acqua, oltre al tempo di infusione. Sono parametri che vanno controllati per evitare brutte sorprese e assicurarsi il miglior tè possibile, che sia quello di tutti i giorni o quello ottenuto da una produzione rara e pregiata, da degustare in compagnia o da soli, mentre ci si regala un momento di pace.






