Di Viviana Bruschi
Gli occhi luminosi, il sorriso sempre pronto e la mente lucidissima. Se non fosse per una caduta maldestra in casa avrebbe ancora il coraggio di camminare più a lungo con le proprie gambe anziché farsi trasportare dalla carrozzina.
Aide Borsari ha compiuto 100 anni il 13 luglio e non li dimostra. Il segreto? “La serenità, il pensare poco a me stessa e spesso agli altri, l’essermi saputa voltare indietro e vedere che ci sono persone tanto sfortunate. Un tempo – racconta – i nostri genitori ci insegnavano questo, a non lamentarci mai ma ad andare incontro con amore ai bisogni del prossimo, e c’era tanta più pace e armonia in famiglia e con le persone. L’arte di vivere è un mestiere oggigiorno sempre più complesso”.
All’età di undici anni la signora Aide ha imparato a fare i merletti usando il chiacchierino, poi da ragazza la sarta e, poiché nel corso degli anni ha coltivato la passione per l’uncinetto, le bomboniere per la festa di compleanno le ha confezionate con le sue mani.
“Sono salvagocce per il collo delle bottiglie”. Un pensiero utile per la trentina circa di invitati alla festa di compleanno”. Di colore diverso l’una dall’altra sono perfette, non un difetto, non una sbavatura di filo, ed è come se fossero fatte a macchina. “Io e mia sorella Iliana, di quattro anni più giovane, abbiamo sempre amato lavorare all’uncinetto e ai ferri e fare lavori di sartoria trasformando poi la passione in lavoro. Le giovani generazioni purtroppo non apprezzano più i mestieri antichi e artigianali, che sviluppano creatività, pazienza e amore per la tradizione”.
Quanto alla dieta, che le ha permesso di giungere così in forma ai 100 anni è sincera. “No, nessuna in particolare… continuo a mangiare un po’ di tutto, cercando di non lasciare mai nulla nel piatto perché siamo cresciuti col principio che niente va gettato o sprecato”.
La signora Aide è stata festeggiata con una cena e la bellissima torta di compleanno nel giardino di casa dal figlio Rubes Neri con la moglie Monica, dalle nipoti Federica e Margherita, Lorena e Cinzia, dalla pronipote Alice, dalla sorella Iliana e da parenti e amici. “Mi manca il mio amato marito Celso, che è sempre nel mio cuore”.
Auguri anche da parte della redazione de L’Indicatore Mirandolese.







